Ogni gusto al tempo giusto!

OGNI GUSTO AL TEMPO GIUSTO!

Riscoprire la stagionalità degli alimenti significa saperli acquistare nel periodo dell’anno in cui sono naturalmente disponibili nel luogo in cui sono venduti.

Acquistare pere ad aprile in europa non rispetta i criteri di stagionalità: potrebbero arrivare dal Sud America, il che non significa che non siano buone, ma se si valutano i costi per l’ambiente, a partire dal trasporto aereo, è chiaro che non sono sostenibili.

Scegliere prodotti di stagione permette di risparmiare sui costi energetici e gustare ogni varietà nel periodo di maturazione naturale, diversificando l’apporto di vitamine e sali minerali e rispondendo alle necessità del nostro organismo, che cambiano con il cambiare delle stagioni. 

COSA FARE?

  1. Utilizza il calendario della stagionalità degli alimenti e consultalo prima di fare la spesa
  2. Godi della varietà di alimenti di ogni stagione: non ci sono stagioni povere!

tratto da slowfood.it


È il momento: Asparagi!

Scoppia il caldo e finalmente possiamo dire la parola magica senza remore: Asparagi. A seguito delle piogge e dell’umidità dei giorni scorsi ora la produzione è sbocciata in tutta Italia a prezzi abbordabili. È il momento giusto per togliersi la voglia e magari sperimentare diverse varietà, che “funzionano” diversamente in cucina e hanno sapori anche molto diversi tra loro.

Partiamo dalla cosiddetta asparagina, cioè gli asparagi più sottili e meno carnosi:

Per gli asparagi non è necessario inseguire le grandi dimensioni a tutti i costi. Sono scenografici sì, ma in quanto a gusto l’asparago più piccolo e sottile spesso dà maggiori soddisfazioni.

L’asparagina è perfetta per un risotto, anche per una frittata. Passando ai più grossi e “comuni”, provengono in gran parte da Puglia e dalla Maremma.

Ci sono poi le eccellenze e gli asparagi di colori particolari: abbiamo gli Altedo, i bianchi di Bassano del Grappa come i rosa di Mezzago, gli ottimi di Santena in Piemonte, e poi l’eccellenza assoluta di Albenga, il violetto che è anche un Presidio Slow Food.

Se parliamo di bianchi, di rosa e di violetti, forse una leggera sbollentata o, meglio, una cottura al vapore consentono di mantenerne al massimo le caratteristiche organolettiche, e una semplice salsina al basilico potrebbe addirittura esaltarle; per il resto la “morte loro” è l’accoppiata con l’uovo: preparateli in tegamino pulendoli, tagliuzzandoli e facendoli saltare un quarto d’ora con cipolla e olio; aggiungete poi l’uovo e strapazzatelo con gli asparagi. Una bella grattata di Parmigiano concluderà una ricetta semplice perfetta per queste giornate.

Infine, non dimenticate di perlustrare le campagne: ora si trovano molti asparagi selvatici che potrebbe essere interessante, oltre alla canonica frittata, conservare sott’olio, dopo averli fatti a pezzetti e sbollentati in acqua, aceto e sale per cinque minuti. Metteteli nei vasetti e ricopriteli con abbondante e buon olio extravergine per allungare la loro breve stagionalità.

Pianta un olivo se vuoi bene alla Terra

Vuoi lottare contro i gas serra? Pianta un olivo. In quella che può sembrare una semplice battuta c’è un fondo di verità, se consideriamo che un ettaro di oliveto neutralizza l’impronta ambientale annuale di un essere umano. Su scala mondiale, poi, la filiera olivicola assorbe ogni anno una quantità di emissioni equivalente a quella di una metropoli di sette milioni di abitanti.

Sappiamo che l’agricoltura è croce e delizia nel contrasto ai cambiamenti climatici. Da un lato infatti si tratta del settore che porta le responsabilità più pesanti in tema di emissioni, subito dopo il comparto energetico. Dall’altro è anche una soluzione all’aggravamento delle condizioni del clima, dato che alcune colture, in particolare quelle arboree, possono contribuire alla riduzione della CO2.

L’olivicoltura in questo senso va annoverata senz’altro tra le attività virtuose, poiché può assorbire fino a sei volte la quota di CO2 emessa. Il Consiglio Oleicolo Internazionale ha calcolato che per produrre un litro d’oliva vengano assorbiti 10,65 kg di anidride carbonica. E il rapporto si fa ancora più elevato quando si prende in esame l’agricoltura biologica ed ecosostenibile.

Ma non è tutto. Oltre alle indubbie virtù ecologiche, l’olivo rappresenta anche un tipo di coltivazione adatta ai contesti ambientali difficili e quindi in grado di consentire il recupero di territori soggetti ad abbandono perché considerati meno produttivi.

da La Stampa 15 Aprile 2018